Non c’è che dire. Ho scelto proprio il giorno (e la notte) migliore per…diciamo così, rimanere senza gas.
Non sto qui a spiegarvi i motivi, che sarebbe penoso e anche un po’ imbarazzante.
Rimanere senza gas significa non poter far funzionare la caldaia e nemmeno i fuochi della cucina.
Proprio oggi. Proprio stanotte. Fuori siamo a -15. In casa non so, ma non c’è caldo.
Sto cercando di pensare, di ricordare quella notte in montagna, escursione sull’appennino reggiano, rifugio non mi ricordo quale, neve e gelo. Comitiva CAI alloggiata per la notte in una camerata non riscaldata.
Sto cercando di ricordare come mi sentivo. Sono sopravvissuto, certo.
Oppure penso ai racconti di mio cugino, altro escursionista CAI, di quando fece il bivacco scavando una buca nella neve, per dormirci con il sacco a pelo. Sopravvissuto pure lui.
No, non sarà il freddo ad uccidermi. Anzi, pare che faccia bene, di notte, mentre dormi.
Sarà piuttosto, se non proprio ad uccidermi quanto meno a minare quella che fino a ieri riconoscevo come una finalmente meritata serenità, la sensazione di durezza e inadeguatezza insieme. Di immaturità. Di stupida negligenza.
Ma poi mi dico no, passerà anche questa. Anche di questa esperienza faremo tesoro. In fondo è di questi passaggi impervi che si compone il cammino della vita (wow). Di qui, obbligatoriamente, bisogna passare per comprendere ciò che abbiamo e ciò che ci manca. No?
Sì. Ma che palle.
Cretino!

ma cosa hai fatto???
lasciamo perdere…
comunque sono vivo. era la cosa che mi interessava di più.